A cura di Renata Allio
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Tre le caratteristiche originali di "Auto Aero": in primo luogo l'inedito ed apparentemente incongruo abbinamento tra automobile e aereo; quindi la mancanza di legami organici con industrie torinesi o nazionali; ed infine il carattere assolutamente internazionale dell�informazione, sia sul versante dell'attualità varia, sia su quello dell'evoluzione e della ricerca tecnologica, sia su quello dei mercati. Redazione e collaboratori, come indicato esplicitamente nel programma di "Auto Aero", erano convinti che la ricerca e la rapidissima evoluzione impressa alla motoristica del mondo occidentale dalla grande guerra, avessero concluso l'infanzia - la fase pionieristica e sportiva - dell'automobile e dell'aereo. Il motore a scoppio, l'elemento fondamentale dell'automobile e dell'aeroplano (ma anche di dirigibili, natanti e motociclette, dei quali la rivista si occupò tuttavia molto marginalmente), costruito per esigenze belliche su scala industriale in una gamma straordinariamente allargata di potenze, era diventato più efficiente e soprattutto affidabile anche per effetto della ricerca sulle componenti elettriche, sui materiali, sui carburanti e dell'evoluzione dei metodi di produzione. La guerra, insomma, aveva stimolato in ogni nazione esperienze, ricerche e soluzioni tecniche, portando alla formazione di un patrimonio tecnico-industriale e di apparati produttivi che, opportunamente divulgati, confrontati e sviluppati nelle loro applicazioni civili, avrebbero potuto motorizzare il pianeta, abbreviando le distanze ed accelerando i rapporti. "Auto Aero" in qualche misura proponeva al pubblico il sogno di Jules Verne realizzato: e tuttavia proprio il pubblico non parve apprezzare granchè la rivista che in due anni dovette quasi triplicare il prezzo di vendita. Ma non fu sufficiente perché allo scadere dei due anni di vita il periodico dovette chiudere i battenti: probabilmente si trattava di uno strumento troppo tecnico per il lettore generico e al tempo stesso troppo semplice e divulgativo per il lettore tecnico.
Guido Ratti
(Bibl.: Andrea BARBANO, Torino e l'automobile: i periodici specializzati nel '900, Università di Torino, Facoltà di Lettere, Tesi di Laurea in Biblioteconomia e Bibliografia, rel. Guido Ratti, a.a. 1998-99