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STORIA DEI PERIODICI

Nel 1864, prima del trasferimento della capitale a Firenze, in Torino si pubblicavano ben 23 quotidiani. Nel 1873 ne rimanevano 9.Tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale nei capoluoghi di provincia e negli altri principali centri urbani piemontesi erano editi almeno tre bisettimanali o trisettimanali di informazione, legati rispettivamente ai liberali, ai socialisti e ai cattolici. Quotidiani o plurisettimanali presentavano caratteristiche comuni: avevano tutti quattro pagine, la prima era solitamente destinata alla politica nazionale e internazionale, le pagine interne alla politica e cronaca locale e alle mercuriali, la quarta era dedicata alla pubblicità. Tutti costavano 5 centesimi.

Tra Otto e Novecento il Piemonte era tra le regioni italiane che vantavano il maggior rapporto fra lettori di periodici di ogni genere e popolazione residente. Molto ricca e variegata era la produzione di riviste di carattere scientifico, ma numerose erano anche le pubblicazioni letterarie, quelle satiriche, quelle parrocchiali e di istituzioni religiose.

Dall'esame dei dati sul numero dei nuovi periodici nati ogni anno appare netto il rapporto fra la stampa periodica e la situazione politica del momento: le contrazioni più forti si notano infatti nei momenti di compressione della libertà: Restaurazione, dittatura fascista, eventi bellici, ai quali fanno seguito momenti di grande espansione, in connessione con lo Statuto Albertino, con la fine delle guerre e soprattutto con la Liberazione. Il numero e la tiratura dei periodici di informazione e politici sono crollati in Piemonte, come nelle altre regioni italiane, prima a causa della censura fascista, e poi un seguito alla diffusione della radio e soprattutto della televisione, che hanno assunto un ruolo predominante nella diffusione delle notizie.

Tuttavia vengono oggi pubblicati in Piemonte oltre cinquanta periodici d'informazione locale settimanali, bisettimanali e anche trisettimanali

Tra i vari tipi di periodici, i più effimeri sembrano essere i fogli politici; molto longeve risultano invece, di solito, le riviste scientifiche.

Nel secondo dopoguerra, sono cresciute le pubblicazioni specialistiche e di nicchia, mentre negli ultimi decenni si è sviluppata in modo esponenziale una stampa localistica, a diffusione comunale o di quartiere, distribuita gratuitamente nei negozi e pubblici esercizi, densa di pubblicità e recante informazioni su manifestazioni folcloristiche e culturali, momenti di aggregazione, curiosità locali. Infine sono comparsi,sia in Internet sia in forma cartacea, molti fogli d i avvisi commerciali e pubblicità.